Marchese editore

Antiquitas in Luce

Antiquitas in Luce

25 EUR
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Antiquitas in Luce
25 EUR
Esponente di punta del movimento artistico californiano Light and Space, Laddie John Dill, ha portato le sue opere a contatto con il patrimonio artistico dell'Antichità classica, conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il frutto di questo incontro è una nuova prospettiva nelle visioni del Classico e del Contemporaneo.
Gli esiliati

Gli esiliati

10 EUR
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Gli esiliati
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Solo negli ultimi anni Horacio Quiroga, maestro riconosciuto del racconto ispanoamericano, ha ricevuto finalmente l’attenzione del pubblico italiano. Gli esiliati è sicuramente una delle sue opere più interessanti: pubblicata per la prima volta a Buenos Aires nel 1926, rappresenta un grande mosaico colorato, le cui tessere sono sapientemente collocate per offrire un risultato indipendente e insieme uniforme. Dal potente ritorno di Anaconda al freddo e lucido uomo morto, passando per il pellegrinaggio finale degli esiliati e bevendo un po’ della loro cara acquavite, si ha la sensazione di essere sospesi e intrappolati in quest’ambientazione un po’ materna un po’ assassina, che non risparmia nessuno. I personaggi di questi racconti hanno certamente un elemento in comune con l’uomo di ieri, di oggi e di domani. Come noi, nonostante tutto e a dispetto di tutto, portano dentro un profondo, impercettibile sentimento d’esilio che li rende inquieti, malinconici, disadattati. Insomma, non sorprendetevi se a lettura ultimata, guardandovi allo specchio, scorgerete i tratti di Van Houten, Joao Pedro o Juan Brown, poiché in verità loro hanno sempre abitato dentro di voi.
Che disgrazia l'ingegno

Che disgrazia l'ingegno

14 EUR
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Che disgrazia l'ingegno
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Aleksandr Andreevič Čackij, giovane acuto e brillante dell’alta società, torna a Mosca dopo un viaggio di tre
anni e si reca subito dall’amata Sofija, che vive con il padre vedovo Famusov ed è ormai innamorata dell’ossequioso segretario Molčalin, ora stabilitosi in casa loro. Questo l’inizio di un grande classico della letteratura russa, la commedia Gore ot uma (Che disgrazia l’ingegno, 1825) di Aleksandr Griboedov. Si tratta di un’opera che non può
temere confronti per la bellezza dei versi, l’acutezza delle trovate teatrali, l’attenzione ricevuta dalla critica e il riflesso prodotto sulla successiva letteratura e sulla moderna lingua russa: un gioiello che rivive ora in una nuova traduzione italiana, accompagnata dal testo a fronte.
Viaggio incantato

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Viaggio incantato
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Per fuggire a un pomeriggio di pioggia e di noia, due fratelli, Tina e Bobby, vivono la più straordinaria delle avventure: entrare nel vecchio quadro del salotto della loro casa. Ma le avventure e gli incontri - con un Alce parlante, con il Baubau e tanti altri - che si offrono ai due piccoli protagonisti in questo paesaggio fantastico non sono solo occasioni di puro svago, perché le prove che affrontano comportano rischi e pericoli per loro, rendendo il viaggio in un’esperienza di crescita.
Mi rifiuto di

Mi rifiuto di

9 EUR
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Mi rifiuto di
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Effondono odori particolarmente intensi le pagine di “Mi rifiuto di…” e non soltanto perché la sua vera protagonista è la spazzatura, mai presente in scena ma inesorabilmente acquattata nei discorsi e nei timori di Francesca, la deuteragonista della vicenda, come potrebbe esserlo uno spettro inquietante di cui ci hanno parlato da bambini e che vorremmo non ci apparisse mai.

No, grazie al nitore di una scrittura di sorprendente sicurezza, frizzante e sciolta, oltre che squisitamente femminile, gli odori che rendono fragranti queste pagine sanno di primavera, sanno di movimento, sanno di vita che passa e di futuro che avanza.


Do not Disturb

Do not Disturb

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Do not Disturb
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Il testo raccoglie cinque “corti teatrali”, ognuno dei quali ha come scena l'interno di una stanza d'albergo. I diversi testi rappresentano uno spiazzamento catartico e terapeutico che investe i rapporti tra le persone e la misurazione dei rapporti. Rapporti di famiglia, disordinati e convulsi, tra genitori e figli che non si capiscono, ormai stretti nella morsa letale di rivendicazioni e trasformazioni che rendono dolorosamente fragile qualsiasi gesto d’amore. O rapporti tra estranei che si incontrano per concludere “affari”: affari che potrebbero cambiare destini, equilibri profondi, certezze e ruoli sociali.
E-book. Crébillon fils, Gli smarrimenti del cuore e dello spirito

E-book. Crébillon fils, Gli smarrimenti del cuore e dello spirito

4 EUR
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E-book. Crébillon fils, Gli smarrimenti del cuore e dello spirito
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VOLUME IN VERSIONE DIGITALE.
Le memorie raccontano l'iniziazione erotica e mondana di Meilcour, diciassettenne ine-sperto e ineducato che diventa l'oggetto di una contesa tra gli spudorati mentori del liber-tinaggio e la prudente, e falsa virtuosa, Madame De Lursay. Romanzo di formazione - e del disincanto - Gli smarrimenti del cuore e dello spirito restituisce, con la loro retorica raffinata, un meraviglioso spaccato della civiltà mondana d'Ancien Ré-gime, in cui dominazione ed erotismo coincidono e la salvaguardia della reputazione è vitale. Gli smarrimenti di Meilcour sono esattamente questo:la perdita dell'ingenuità e la difficile scelta di una morale di compromesso tra la virtù, i sensi e l'amore.
Gioiello della letteratura libertina, a lungo ingiustamente relegato a romanzo minore, Gli smarrimenti del cuore e dello spirito o Memorie di Monsieur de Meilcour, sono il capolavoro narrativo di Crébillon fils (1707-1777).
E-book. Etica e letteratura della Grande Guerra.

E-book. Etica e letteratura della Grande Guerra.

3 EUR
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E-book. Etica e letteratura della Grande Guerra.
3 EUR
E book

La Grande Guerra ha modificato profondamente l’orizzonte culturale della civiltà europea contemporanea, aprendo una crisi che ha contrassegnato tutto il ventesimo secolo. Nella letteratura il segno della Grande Guerra si è inciso in profondità, non solo attraverso la trasformazione del sistema dei generi ma anche con la comparsa di nuovi soggetti all’orizzonte della letteratura.
Il concetto di “crisi” implica la consapevolezza del fatto che le proprie certezze e i propri abituali parametri culturali e etici sono diventati inadeguati, e non riescono più a spiegare il mondo. Con la Grande Guerra la crisi si manifesta nell’inquietudine con cui i testimoni del conflitto tentarono di affidare alla scrittura un’esperienza difficile da comprendere e da comunicare.
I quattro saggi qui proposti indagano questa inquietudine della scrittura, spaziando dalla linguistica alla filologia, dalla comparatistica alla riflessione filosofica, nei testi di autori classici come D’Annunzio, Ungaretti, Tessa, Malaparte e Giono, così come nei diari inediti dei soldati semplici conservati presso gli archivi, e nei diari di guerra del filosofo Ludwig Wittgenstein.

Ramόn del Valle-Inclán, Luci di Bohème

Ramόn del Valle-Inclán, Luci di Bohème

14 EUR
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Ramόn del Valle-Inclán, Luci di Bohème
14 EUR
Pubblicato per la prima volta nel 1920, Luci di Bohème è l’atto di fondazione di un nuovo genere drammatico, l’esperpento, sintesi caricaturale di espressione ricercata, tragedia e burla. L’unica modalità capace di esprimere pienamente, secondo Valle-Inclán, il sentimento tragico della vita spagnola.
Arno Boueilh, Scuola di Posillipo revisitée

Arno Boueilh, Scuola di Posillipo revisitée

10 EUR
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Arno Boueilh, Scuola di Posillipo revisitée
10 EUR
Il catalogo contiene una seria di opere pittoriche che ritraggono Posillipo e i suoi dintorni. Tra le tematiche si ritrovano i soggetti dei classici della scuola di Posillipo. Vedute con Vesuvio, Palazzo Donn’Anna, Marechiaro, Monte Coroglio e i reperti archeologici, “vestiges” presenti sulla collina di Posillipo che sopravvivono fino ad oggi ed affascinano ancora per la loro bellezza plastica. “Les Vestiges” sono stati un grande soggetto pittorico che ispirò prima pittori come: Giovanni Paolo Panini, Hubert Robert, e a Napoli Pitloo e Giacinto Gigante. Intanto Posillipo è cambiata, ai reperti Antichi si sono aggiunti nuovi resti, ex-casali e archeologia industriale, testimoni di un passato recente. La stazione della funivia (bagnoli/posillipo), e soprattutto l’ItalSider di Bagnoli, che regna sovrana ai piedi della collina, ne sono il miglior esempio. Sulla collina i campi hanno lasciato posto prima a ville in stile liberty, ville moderne e poi palazzine e parchi.
Licia Pizzi, Del fare e del disfare

Licia Pizzi, Del fare e del disfare

6 EUR
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Licia Pizzi, Del fare e del disfare
6 EUR

Ricerca del sé, narrazione della memoria, composizione e scomposizione dei ricordi sono la cifra distintiva del percorso del protagonista verso l’età adulta.

Molte sono le geografie, reali e interiori, che vengono attraversate in questo racconto di formazione; e l’intero libro, esso stesso luogo di confine tra letteratura e biografia, tesse il suo delicato arazzo intorno a quello che in definitiva è il “fare e disfare” della vita stessa.

Eduardo Scarpetta, Nu zio ciuccio e nu nipote scemo

Eduardo Scarpetta, Nu zio ciuccio e nu nipote scemo

10 EUR
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Eduardo Scarpetta, Nu zio ciuccio e nu nipote scemo
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Rinvenuta nell’archivio privato della famiglia Scarpetta, la commedia Nu zio ciuccio e nu nepote scemo è qui pubblicata per la prima volta e proposta in un’edizione moderna che dà conto degli aspetti linguistici e del contesto di storia teatrale e culturale.

Scritta e rappresentata per la prima volta nel 1880, dimenticata dal suo stesso autore e rimasta inedita per più di centotrenta anni, la commedia riprende un tema che aveva già ispirato Molière e Goldoni, passando poi per il napoletano Francesco Cerlone, e mostra come, sin da giovanissimo, senza ignorare le nuove tendenze del teatro d’intrattenimento, Eduardo Scarpetta sappia rielaborare in modo originale, teatralmente e linguisticamente, la grande eredità di una tradizione di respiro europeo.

 

 

Eduardo Scarpetta (Napoli, 1853-1925), attore e commediografo, creatore della maschera di Felice Sciosciammocca, è stato il maggiore protagonista della scena dialettale napoletana tra Otto e Novecento. Tra le sue opere più note,’O scarfalietto (1881), Miseria e nobiltà (1888), Nu turco napulitano (1888), Na Santarella (1889).

 

 

Giovanni Maddaloni (Napoli, 1982) è dottore di ricerca in Filologia moderna. Ha collaborato a volumi dedicati all’opera di Eduardo De Filippo e pubblicato saggi di storia della lingua teatrale. 

Alessandro Tuccillo, Il commercio infame

Alessandro Tuccillo, Il commercio infame

30 EUR
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Alessandro Tuccillo, Il commercio infame
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La legittimazione della schiavitù, radicata nella cultura classica e cristiana, venne messa in discussione a partire dal XVIII secolo. Fu un processo lento, che si con- frontò con le forme peculiari (di forza lavoro servile importata dall’Africa sub- sahariana) assunte dall’istituzione con la colonizzazione europea dell’America in età moderna. Un processo in cui furono determinanti fattori economici e politici, ma che sul piano della storia intellettuale conobbe una svolta quando si pose il problema dell’universale riconoscimento dei diritti naturali dell’uomo nella società civile. Di questa storia, che non riguardò soltanto le potenze colo- niali, il volume indaga un capitolo inedito: il contributo della cultura dei Lumi italiana al pensiero antischiavista transnazionale. Negli scritti degli illuministi italiani, e particolarmente dei riformatori meridionali, l’interesse verso la scien- za utile dell’economia, la riflessione sulla storia, sui trattati politici antichi e moderni, e la definizione di riforme ispirate ai principi del diritto naturale incrociavano la questione della schiavitù coloniale: lo schiavo nero delle pianta- gioni americane diveniva l’anti-modello del progetto di emancipazione dell’uo- mo proprio dell’illuminismo politico e, a fine secolo, della «rigenerazione» rivoluzionaria. La tratta degli uomini e dei loro intangibili diritti era, per gli antischiavisti italiani, il «commercio infame».

 

Alessandro Tuccillo è dottore di ricerca in Storia della società europea (Università di Napoli “Federico II”). È stato ricercatore post-doc dell’Université Aix-Marseille I  presso la Maison  Méditerranéenne des  Sciences de l’Homme  di Aix-en- Provence, e conduce in Italia e in Francia le sue ricerche su temi di storia intellet- tuale e politica nei secoli XVIII e XIX. Ha curato l’edizione di due memorie diplomatiche di Matteo Galdi (Napoli 2008) ed è autore di diversi saggi pubbli- cati in volumi collettivi e in riviste internazionali.

Ernst Cassirer, Kant e la biologia moderna e altri scritti

Ernst Cassirer, Kant e la biologia moderna e altri scritti

12 EUR
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Ernst Cassirer, Kant e la biologia moderna e altri scritti
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Il saggio di Ernst Cassirer che dà il nome a questo volume, Kant e la biologia moderna, redatto per una conferenza nel 1941, si presenta al lettore italiano per la prima volta tradotto in una lingua diversa dal tedesco. Insieme con gli altri tre contributi, anch’essi inediti in italiano, rappresenta un’importante testimonianza della “decisione” del filosofo tedesco per una lettura della storia della filosofia in quanto forma simbolica per eccellenza, luogo di costruzione di una via alla riflessione sull’accadere di grande originalità e coerenza. Il testo di questo saggio sarà pubblicato in Germania nell’edizione completa delle opere di Cassirer nel 2015.

Gaetano Valeriani, Porta Capuana

Gaetano Valeriani, Porta Capuana

8 EUR
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Gaetano Valeriani, Porta Capuana
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I testi di Gaetano Valeriani, presentati da Patricia Bianchi possono essere considerati nella prospettiva di una linguistica percezionale riferita al passato: vediamo infatti ambienti della Napoli di fine Ottocento e percepiamo la variegata stratificazione sociale di una metropoli in cui convivono diversi usi linguistici.
Se forse nello scritto di Valeriani affiora il compiacimento folclorico di chi osserva un mondo avvertito come distante ed esotico, è indubbio che le sue pagine contengono informazioni rilevanti giustamente valorizzate.
Il volume è completato da un Vocabolario d'uso napoletano-toscano e da Regole del napoletano.
Salvador Espriu, Non c'è labirinto più chiaro

Salvador Espriu, Non c'è labirinto più chiaro

12 EUR
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Salvador Espriu, Non c'è labirinto più chiaro
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Quella di Espriu è una poesia colta, non palesemente di impegno politico, che scardina metaforicamente i limiti di una realtà, senza alcun nichilismo né soggettivismo gratuito, arrivando a coinvolgere tutti i Paesi che, come la ‘sua’ Catalogna, sono privi di identità, privi di solidarietà, di senso civico, preda di un sentimento generale di smarrimento, di perdita di speranza in un futuro, in un qualsiasi futuro. Ed è questo principalmente il motivo per cui, pur nel costante e continuo riferimento della sua poesia alla mitica Sinera, la sua ‘piccola patria’, la sua voce poetica è divenuta la voce degli oppressi.
Riccardo De Biase, Le cose e la vita

Riccardo De Biase, Le cose e la vita

5 EUR
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Riccardo De Biase, Le cose e la vita
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Il volume interpreta il capolavoro heideggeriano del 1927 alla luce dell’idea che la filosofia espressa in Essere e tempo si sostanzi principalmente in uno sforzo di «strappare ai fenomeni qualcosa del loro proprio es- sere», come recita un passo fondamentale del libro. Prendere sul serio questo suggerimento di Heidegger e seguirlo fino in fondo è stata la traccia principale seguita nella ricerca.
Riccardo De Biase è ricercatore in Storia della filosofia presso il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Napoli Federico II. Ha pubblicato lavori su Heidegger, Descartes, Cassirer e Lutero, e si occupa principalmente di storia delle idee.
Miguel de Unamuno, La zia Tula (con testo fronte)

Miguel de Unamuno, La zia Tula (con testo fronte)

9.90 EUR
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Miguel de Unamuno, La zia Tula (con testo fronte)
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Tula, il nomignolo di Gertrudis, ha un duplice potere: esprime l’affetto in- nocente e devoto che la sorella e i nipoti hanno per lei ma può anche accendere negli uomini una timorosa e impacciata sensualità. Ma la zia Tula rifiuta il ma- trimonio, rifiuta i pretendenti, indirizza il desiderio maschile altrove, secondo i propri disegni. «Meglio sposarsi che bruciare». Tula non brucia, condanna però a bruciare. Rinuncia al matrimonio per sacrificarsi, da vergine madre, ai figli di sua sorella Rosa, nel perseguimento di un ideale estremo di castità che ha la sopravvivenza del focolare domestico come scopo ultimo della vita.

Erede di don Chisciotte e di santa Teresa d’avila – come spiega l’autore nel prologo – la zia Tula non è semplicemente il personaggio di un romanzo, ma la personificazione di un paradosso, del dogma profondamente cristiano della maternità vergine. attraverso una prosa incalzante intessuta quasi esclu- sivamente da dialoghi, nella Zia Tula, che presentiamo ora in una nuova edi- zione con testo spagnolo a fronte, Unamuno scava «in certe catacombe dell’anima, dove alla maggior parte dei mortali non piace discendere».


Alexandre Dumas, Racconti per ragazzi

Alexandre Dumas, Racconti per ragazzi

9 EUR
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Avventure di Lyderic, Othon l’arciere e Il dolce della contessa Berthe sono i racconti che compongono il volume di Alexandre Dumas Racconti per ragazzi. I tesi immergono il lettore nel fantastico della tradizione nordica, contaminata con le leggende non appartenenti a quella cultura.

Il primo racconto si ispira alla leggenda di Sigfrido e crea col personaggio di Lyderic un’aura mitica, nella convoglia elementi della tradizione favolistica francese: la cerva che allatta il neonato, l’anacoreta che si fa suo maestro, la capacità del ragazzo di capire il linguaggio degli animali.
In Othon l’arciere si riprende la leggenda del cavaliere dal cigno, ambientata nel mondo mitico e glorioso della Crociate: Othon, temprato dalle avventure affrontate, diventa il paladino della donna amata e la sottrae al cavaliere malvagio e impuro.
Nel terzo Dumas narra la storia di un castello, custodito da creature fantastiche, i cobolds, nanetti benefici, ma capaci, se necessario, di trasformarsi in bellicosi soldati pronti ad attaccare, come verificherà il barone Hans.
Jean Cocteau, L'aquila a due teste

Jean Cocteau, L'aquila a due teste

9.90 EUR
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Un’eccentrica regina dal viso velato banchetta in camera da letto con il ritratto del marito defunto, un poeta anarchico incaricato di ucciderla piomba in scena ferito e sanguinante: i due non hanno nulla in comune, se non uno sfrenato desiderio di fare della propria vita un’opera d’arte. a cosa li porterà il loro culto per l’eccesso? In questa tragedia araldica, romantica e un po’ esoterica, in cui passione, fato e morte saturano l’aria del castello di Krantz e impongono lo sviluppo del dráma come prerogativa assoluta, Jean Cocteau si lascia ispirare dalle vite di personaggi come Elisabetta d’austria e Luvodico II di Baviera e, sordo ai richiami del teatro engagé cosí forti negli anni Quaranta, inventa una leggenda che profuma di storia e di Ottocento. Fra intrighi di corte, letture di tarocchi, poesie sovversive e capricci monarchici, si resta in attesa di un delitto in sospeso che, continuamente evocato e simbolicamente preannunciato, susciterà nel lettore il senso di terrore aristotelico peculiare del genere tragico.

Alfred Jarry, Messalina. Romanzo dell'antica Roma

Alfred Jarry, Messalina. Romanzo dell'antica Roma

5 EUR
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Alfred Jarry, Messalina. Romanzo dell'antica Roma
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È proprio la Messalina proverbiale – stanca per i ripetuti amplessi ma non sazia – la protagonista del romanzo di Alfred Jarry. Nella predilezione dell’epoca per una letteratura neo-antica – si pensi al coevo Quo vadis! – questo testo erudito e beffardo risulta vistosamente eccentrico. Né ricostruzione puntigliosa né pastiche, la Messalina di Jarry è una ricerca dell’Assoluto e la sessualità sembra essere la via più promettente: dai quotidiani esercizi della donna in un lupanare della Suburra (sesso ripetitivo, anonimo, plebeo) fino all’inseguimento di un Priapo elusivo dentro le scenografie misteriche dei Giardini di Lucullo, o nel corpo slogato e promiscuo di un istrione, o nel fallo corazzato e omicida di un Etiope o, infine, nei lombi patrizi e vigorosi dell’uomo più bello di Roma. La straziantissima scena finale dell’esecuzione di Messalina, per mano di un soldato brutale che sguaina la spada fatale con la voluttà lenta di uno strip-tease, rivela finalmente la meta segreta (ma non tanto) della donna imperiale: la coppia irresistibile e calamitosa dell’Amore e della Morte.
Accanto a Messalina c’è, un po’ in disparte, Claudio, l’imperatore-scrittore, balbuziente, gonfio di saperi mantici e brame veneree, ondivago, tracotante e pusillanime, crudele e distratto, un imbecille geniale per un autoritratto fantasioso dell’Autore.
Le Mammelle di Tiresia - Guillaume Apollinaire

Le Mammelle di Tiresia - Guillaume Apollinaire

7 EUR
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Le Mammelle di Tiresia - Guillaume Apollinaire
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Le Mamelles sono la riedizione moderna, tra serietà e sberleffo, di un antico e clamoroso andirivieni da un sesso all’altro: quello sperimentato dall’indovino Tiresia (viro factus, mirabile, femina); Tiresia subí quel viavai come punizione inflittagli per aver disturbato il coito di due grandi serpenti; Thérèse-Tirésias lo sceglie e lo pretende come grido di guerra dell’indipendenza femminile.
Il testo racconta in tre agitati movimenti, nello spazio di un sol giorno, una trama fragile, allusiva e sorprendente: Thérèse, sposa insofferente, abbandona il Marito, uomo greve e prepotente; e per farsi strada nel mondo assume una identità maschile e vincente, lasciando volar via la parte superiore del corpo, che cosí sgonfiata induce quella inferiore a germogliare. Il Marito, lasciato a se stesso, fa sbocciare una natura femminile e materna mettendo al mondo, in un sol giorno, 49051 bambini e perdendo anche l’accento belga. La straordinaria fecondità del poeta si travasa nella leggendaria prolificità del Marito fattosi puerpera seriale e madre ambiziosa; e che acquisterà tanta grazia da toccare il cuore e i sensi di un autoritario e virile Gendarme. Gli innumerevoli neonati sono bambini-prodigio (è uno dei possibili modi di giocare con il tempo manipolandolo e, soprattutto, accorciandolo e condensandolo) di grande avvenire e di temibili appetiti, probabili, futuri nipotini di re Ubu!
Le vergini folli - Clarín et alii

Le vergini folli - Clarín et alii

6 EUR
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Le Vergini folli è un romanzo collettivo della fine dell’Ottocento scritto a venti mani: alla stesura, infatti, parteciparono dieci scrittori, tra maggiori e minori. Fu pubblicato a puntate tra maggio e settembre del 1886 sul settimanale Madrid Cómico, uno dei più importanti e diffusi periodici satirici della Spagna dell’epoca, e poi qualche mese dopo in volume. Si tratta di un romanzo breve ma narrativamente intenso, con continui quanto incredibili cambiamenti di luoghi, tempo e azione e di strampalate agnizioni e che viola costantemente norme di genere e convenzioni di scrittura. La demistificazione ironica dei principali ingredienti del romanzo d’appendice, il tono paradossale e, esageratamente, melodrammatico della scrittura, gli scarti metanarrativi, l’atmosfera da romanzo pseudo-gotico assolutamente inverosimile ne fanno un testo labirintico, interessante e innovativo per i tempi in cui fu concepito e realizzato.
Il meccanismo previsto da Sinesio Delgado, l’allora direttore del Madrid Cómico, si basava su una forte dose di improvvisazione: il collaboratore di turno veniva informato che toccava a lui scrivere il capitolo solo poco prima della stampa. Naturalmente, ciascuno scrittore faceva di tutto per rendere sempre di più difficile la continuazione della storia.
Gli autori del romanzo, tra i quali figurano alcuni tra i più grandi scrittori e dell’epoca (‘Clarín’, Picón e Ortega y Munilla) sono in ordine: Jacinto Octavio Picón, José Ortega y Munilla, Miguel Ramos Carrión, Enrique Segovia Rocaberti, Leopoldo Alas ‘Clarín’, Pedro Bofill, Vital Aza, José Estremera, Eduardo de Palacio, Luis Taboada.
Le Vergini folli è dunque un brillante esempio di come lavorando a stretto contatto i grandi scrittori, i minori e i minimi produssero un romanzo di una sorprendente modernità, che ha una forte impronta avanguardista del secolo successivo, e cioè sull’immaginazione giocosa, sulla cooperazione tra artisti, su forme di creatività capricciosa e libera e sul paradosso.