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Alfred Jarry, Messalina. Romanzo dell'antica Roma - 0
Alfred Jarry, Messalina. Romanzo dell'antica Roma
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È proprio la Messalina proverbiale – stanca per i ripetuti amplessi ma non sazia – la protagonista del romanzo di Alfred Jarry. Nella predilezione dell’epoca per una letteratura neo-antica – si pensi al coevo Quo vadis! – questo testo erudito e beffardo risulta vistosamente eccentrico. Né ricostruzione puntigliosa né pastiche, la Messalina di Jarry è una ricerca dell’Assoluto e la sessualità sembra essere la via più promettente: dai quotidiani esercizi della donna in un lupanare della Suburra (sesso ripetitivo, anonimo, plebeo) fino all’inseguimento di un Priapo elusivo dentro le scenografie misteriche dei Giardini di Lucullo, o nel corpo slogato e promiscuo di un istrione, o nel fallo corazzato e omicida di un Etiope o, infine, nei lombi patrizi e vigorosi dell’uomo più bello di Roma. La straziantissima scena finale dell’esecuzione di Messalina, per mano di un soldato brutale che sguaina la spada fatale con la voluttà lenta di uno strip-tease, rivela finalmente la meta segreta (ma non tanto) della donna imperiale: la coppia irresistibile e calamitosa dell’Amore e della Morte.
Accanto a Messalina c’è, un po’ in disparte, Claudio, l’imperatore-scrittore, balbuziente, gonfio di saperi mantici e brame veneree, ondivago, tracotante e pusillanime, crudele e distratto, un imbecille geniale per un autoritratto fantasioso dell’Autore.